Annualità da considerare per la valutazione dello stress lavoro correlato

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Questo argomento contiene 5 risposte, ha 3 partecipanti, ed è stato aggiornato da  Giorgia Palmieri 2 anni, 10 mesi fa.

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  • #3187

    Giorgia Palmieri
    Partecipante

    Buonasera, sono Giorgia Palmieri, sono una psicologa del lavoro.
    Attualmente mi sto occupando della valutazione dello slc per l’azienda in cui lavoro.
    Scrivo in questo forum per avere maggiori informazioni su una questione che riguarda gli anni da considerare per effettuare la valutazione.
    Per le precedenti valutazioni portate avanti per altre aziende ho sempre tenuto in considerazione l’anno solare, da gennaio a dicembre dello stesso anno; nella società in cui mi trovo ora abbiamo pensato di effettuare la valutazione non considerando l’anno solare bensì quello fiscale, che va da luglio a giugno dell’anno successivo. Questa ipotesi è stata pensata per poter meglio “captare” alcuni importanti cambiamenti organizzativi avvenuti proprio in concomitanza con gli ultimi tre anni fiscali.
    Volevo chiedere se secondo voi si tratta di una procedura corretta, che non contrasta con le indicazioni normative circa la valutazione slc.
    Ringrazio anticipatamente chi mi risponderà.
    Giorgia

    #3191

    Stella Lazzarini
    Partecipante

    Buonasera sono Stella Lazzarini, interessante riflessione. Condivido con lei il mio pensiero:
    Lo stress lavoro-correlato, così come per tutti gli altri rischi, segue l’attività d’analisi e di valutazione che il datore di lavoro effettua per garantire salute e sicurezza in ambiente di lavoro.
    La Commissione Consultiva Permanenete ne ha descritto la metodologia e chiare sono state le indicazioni in merito alle scadenze e all’aggiornamento.
    … Se lo stress lavoro-correlato segue le indicazioni di tutti i rischi a favore di un’analisi organizzativa perché soffermarsi su considerazioni temporali?
    La valutazione deve essere eseguita ogni qual volta vi siano modifiche organizzative significative (se poi queste cadono con l’anno fiscale allora va bene) o a seconda degli aggiornamenti richiesti (ogni 2/3 anni), diversamente si rischia di alterare il significato a questo rischio e il senso del processo di valutazione complessivo.
    Non mi fisserei quindi tanto su calendari fiscali o solari quanto su aspetti organizzativi che richiedono di procedere con la valutazione del rischio stress lavoro-correlato. Cosa ne pensa? Buona serata Stella

    #3190

    Giorgia Palmieri
    Partecipante

    Buoansera e grazie per la risposta. Condivido il suo pensiero, Stella. Le indicazioni della Commissione mi sembrano abbastanza elastiche sul limite temporale da considerare, quanto piuttosto precise su quali criteri, anche temporali, considerare per effettuare e/o aggiornare la valutazione.
    Anche lei mi conferma quanto ho sempre pensato, ovvero che il fine ultimo della valutazione è quello di individuare e analizzare l’impatto che importanti cambiamenti organizzativi hanno sulla e nella azienda stessa; perciò la metodologia più adatta è quella che cattura meglio queste modifiche significative.
    Giorgia

    #3189

    Francesco Chicco
    Moderatore

    Gentile Dott.sa Palmieri, la ipotesi da lei formulata di adottare l’anno fiscale in luogo di quello solare, a nostro parere, risponde comunque alla esigenza di mettere in rilievo eventuali variazioni per gli eventi sentinella, verificatesi fra l’ultimo anno e la media degli ultimi tre anni in quella azienda. Questa scelta va spiegata nel documento che descrive la valutazione e va mantenuta per le valutazioni successive. Cordiali saluti.
    Francesco Chicco

    #3188

    Giorgia Palmieri
    Partecipante

    Grazie anche a lei Dott. Chicco.

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